Calore, altitudine e vantaggio di casa: come USA, Canada e Messico preparano i loro stadi per il Mondiale in formato XXL

Calore, altitudine e vantaggio di casa: come USA, Canada e Messico preparano i loro stadi per il Mondiale in formato XXL

07.05.2026 08:30 Squadre & Giocatori
I Mondiali di calcio 2026 saranno storici sotto molti aspetti: per la prima volta tre paesi ospiteranno il torneo insieme, per la prima volta parteciperanno 48 squadre, e con un totale di 104 partite in 16 città sarà il Mondiale più grande di tutti i tempi. Gli ospiti USA, Canada e Messico affrontano un compito logistico gigantesco – e sfide sportive molto diverse tra loro. Mentre a Città del Messico l'aria sottile in altitudine spinge i giocatori ai loro limiti, a Dallas, Houston o Monterrey minacciano ondate di calore estremo. Il Canada invece è vantaggiato dal clima temperato, ma deve dimostrare che i suoi stadi sono all'altezza del livello mondiale. L'attenzione particolare è rivolta al calore. In città come Arlington, Atlanta o Houston si prevedono regolarmente temperature superiori ai 35 gradi Celsius a giugno e luglio. Per questo motivo la FIFA ha scelto deliberatamente stadi con tetto chiudibile e aria condizionata. Lo stadio AT&T di Arlington, lo stadio NRG di Houston e lo stadio Mercedes-Benz di Atlanta offrono tutti ambienti climatizzati. A Vancouver e Toronto, dove le condizioni sono più miti, si giocherà all'aperto o con tetto parziale. Anche le pause per bere, i cosiddetti cooling break, diventeranno probabilmente una componente fissa di molte partite – come è avvenuto di recente ai Mondiali in Qatar. Una sfida completamente diversa attende a Città del Messico: lo storico Estadio Azteca, che ora si chiama Estadio Banorte, si trova a circa 2.240 metri di altitudine. L'aria sottile può portare anche i professionisti più in forma al limite dell'esaurimento dopo pochi minuti. Le squadre che giocheranno qui stanno già pianificando fasi di acclimatamento di diverse settimane. Gli scienziati dello sport consigliano almeno due settimane di preparazione ad un'altitudine comparabile per prevenire cali di prestazioni e problemi di concentrazione. Per il Messico, che ospita la partita di apertura nello stadio azteco, l'altitudine potrebbe diventare il decisivo vantaggio casalingo – dopotutto la squadra è abituata a giocare in questa atmosfera da decenni. Anche a livello infrastrutturale si investono somme massicce. Lo stadio SoFi di Los Angeles, uno degli stadi più moderni del mondo, sarà equipaggiato per il Mondiale con ulteriori campi di allenamento e centri media. A New York/New Jersey, dove la finale si giocherà il 19 luglio 2026 nello stadio MetLife, la conversione del campo di gioco è già in corso. Poiché l'arena normalmente utilizza erba artificiale, per il Mondiale dovrà essere posato un prato ibrido naturale – una sfida tecnica su cui esperti FIFA e università come la Michigan State University stanno lavorando da mesi. Il Canada a sua volta modernizza il BC Place di Vancouver e il BMO Field di Toronto. Quest'ultimo deve aumentare la sua capacità da circa 30.000 a circa 45.000 posti – un grande progetto che deve essere completato entro la primavera 2026. Entrambe le città beneficiano di temperature più fresche e sono considerate sedi di gioco piacevoli per squadre europee. Oltre agli aspetti sportivi, anche la sicurezza, la mobilità e la sostenibilità sono in primo piano. La FIFA ha annunciato che intende mantenere le distanze di viaggio per le squadre il più possibile ridotte e formare cluster regionali. Tuttavia, alcune squadre dovranno percorrere diversi migliaia di chilometri tra gli stadi – dalla costa del Pacifico fino in Florida. Una cosa è certa: il Mondiale 2026 sarà non solo un grande evento sportivo, ma anche climatico e logistico. I tre paesi ospiti stanno lavorando a ritmo serrato affinché alla fine una cosa sia in primo piano: il calcio affascinante ai massimi livelli.