Il Mega-Torneo con 48 squadre: quali debuttanti mondiali potrebbero sorprendere nel 2026

Il Mega-Torneo con 48 squadre: quali debuttanti mondiali potrebbero sorprendere nel 2026

10.05.2026 16:30 Squadre & Giocatori
I Mondiali 2026 negli USA, Canada e Messico saranno un evento storico sotto ogni aspetto. Per la prima volta parteciperanno 48 invece di 32 squadre al torneo – un formato che non solo aumenta il numero di partite a 104, ma apre anche le porte della grande scena calcistica a numerose nazioni che finora potevano solo sognarla. Mentre le nazioni calcistiche affermate come Germania, Brasile e Francia rimangono favorite, potrebbero essere proprio i debuttanti mondiali a regalare i momenti più emozionanti. Particolare attenzione è rivolta all'Uzbekistan. Gli dell'Asia Centrale si qualificano per la prima volta nella loro storia a un Mondiale e sono considerati un consiglio segreto. Con una squadra tecnicamente preparata, che nella qualificazione asiatica è stata praticamente impenetrabile in difesa, i "Lupi Bianchi" hanno tutte le premesse per fare sensazione nella fase a gironi. L'allenatore Timur Kapadse ha formato una squadra che vive della disciplina delle scuole dell'Europa dell'Est e della creatività dei registi asiatici. Anche la Giordania è tra i grandi debuttanti. Gli "Al-Nashama" si qualificano per la prima volta dopo decenni di tentativi e si recano in Nord America con una rosa equilibrata. Soprattutto l'attaccante Mousa Al-Tamari, che mostra le sue capacità in Europa allo Stade Brest, potrebbe diventare il volto del torneo. I giordani hanno già dimostrato alla Coppa d'Asia 2023, raggiungendo la finale, di poter competere anche contro avversari apparentemente superiori. Dall'Africa è Capo Verde a fare scalpore. Lo stato insulare con appena circa 500.000 abitanti sarebbe la nazione più piccola mai partecipante a un Mondiale. La rosa riunisce giocatori dalle principali leghe di Portogallo, Francia e Italia, molti di loro con doppia cittadinanza e esperienza internazionale. I "Tubarões Azuis" potrebbero diventare avversari sgradevoli con il loro stile audace e offensivo. Interessante sarà anche la prestazione di Panama, qualora i centroamericani confermino la loro forma nelle qualificazioni, nonché possibilmente di Haiti o del Suriname dalla regione CONCACAF. Il formato torneo allargato favorisce in particolare le federazioni più piccole, che fino ad ora fallivano a causa dei contingenti ristretti delle loro confederazioni. La FIFA ha scelto consapevolmente di mandare un segnale con l'ampliamento: il calcio mondiale deve diventare più globale, diverso e meno prevedibile. Tuttavia il nuovo formato comporta anche materia di discussione. I critici lamentano una possibile diluizione del livello sportivo nella fase a gironi. I sostenitori invece fanno riferimento agli Europei 2016, quando con 24 squadre outsider come l'Islanda e il Galles arrivarono fino alle semifinali conquistando i cuori dei tifosi. La FIFA spera di avere proprio tali momenti anche nel 2026. Per i debuttanti il Mondiale non riguarda principalmente il titolo, ma la visibilità, la fiducia in sé stessi e lo sviluppo sostenibile. Una vittoria contro una top nation, un gol all'ultimo minuto o una prestazione eroica – tali storie spesso caratterizzano i Mondiali in modo più duraturo dei trionfi delle favorite. Squadre come il Senegal 2002, la Costa Rica 2014 e il Marocco 2022 hanno dimostrato che gli outsider non solo possono competere, ma anche cambiare interi tornei. Quando il fischio d'inizio suonerà l'11 giugno 2026 nello Stadio Azteca, non inizia solo un nuovo capitolo della storia dei Mondiali – ma anche il palcoscenico per quelle squadre che per la prima volta vogliono sorprendere il mondo.