Battaglia del caldo in Nord America: come la FIFA reagisce alle temperature estreme con pause di raffreddamento e orari di inizio modificati

Battaglia del caldo in Nord America: come la FIFA reagisce alle temperature estreme con pause di raffreddamento e orari di inizio modificati

10.05.2026 08:30 FIFA
Quando i Mondiali di calcio 2026 inizieranno negli USA, Canada e Messico, giocatori e tifosi non si troveranno di fronte solo a un grande evento sportivo superlativo, ma anche a una sfida climatica. Con 16 sedi che vanno da Vancouver nel freddo nord fino alla umida e calda Monterrey, la FIFA deve reagire alle condizioni meteorologiche estreme. In particolare, il caldo estivo in città come Dallas, Houston, Miami o Kansas City rappresenta un rischio considerevole – sia per la salute dei professionisti che per la qualità del gioco. Già nel Mondiale per club 2025 negli USA si è visto quanto problematiche possono essere le condizioni. I giocatori si sono lamentati di temperature superiori a 35 gradi Celsius, combinate con alta umidità. Allenatori come Niko Kovac del Borussia Dortmund hanno parlato apertamente di condizioni "intollerabili", alcuni calciatori hanno dovuto essere trattati per problemi circolatori. La FIFA ha imparato da queste esperienze e ha annunciato un ampio pacchetto di misure per i Mondiali 2026. Al centro ci sono le cosiddette Cooling Breaks, ovvero pause ufficiali di raffreddamento al 30° e al 75° minuto di gioco. Queste vengono rese obbligatorie a partire da una temperatura a bulbo umido globale (WBGT) di 32 gradi. A differenza delle brevi pause per bere dei tornei precedenti, le nuove pause di raffreddamento durano fino a tre minuti e consentono ai giocatori di recuperare con giubbotti di ghiaccio, asciugamani freddi e bevande elettrolitiche. I team medici in panchina monitorano continuamente la temperatura e l'umidità. Un altro strumento sono gli orari di inizio. Mentre i contratti televisivi hanno tradizionalmente comportato fischi iniziali a mezzogiorno negli USA per servire il mercato del prime time europeo, la FIFA prevede per il 2026 una soluzione più differenziata. Le partite in città particolarmente calde dovrebbero essere giocate possibilmente la sera o in stadi climatizzati. Gli impianti di Atlanta, Dallas, Houston e Vancouver dispongono di tetti chiudibili e sistemi di climatizzazione – un chiaro vantaggio posizionale. Le altitudini messicane come Messico City o Guadalajara comportano inoltre temperature più miti, sebbene con la sfida dell'aria rarefatta. Anche la preparazione delle squadre è caratterizzata dalle condizioni climatiche. La DFB ha già annunciato che preparerà la sua squadra specificamente per il carico di calore – con ritiri di allenamento in regioni calde e analisi del gioco acclimatizzate. L'estrazione mostrerà in quali città la nazionale tedesca giocherà le sue partite del girone. Le critiche intanto provengono dal sindacato dei calciatori FIFPRO, che chiede limiti più severi. Secondo l'associazione, già a partire da una WBGT di 28 gradi dovrebbe essere considerato il rinvio delle partite. Gli studi dimostrano che l'incidenza degli infortuni aumenta notevolmente con il grande caldo e la prestazione di corsa diminuisce fino al dieci percento. Anche i tifosi negli stadi sono coinvolti: la FIFA ha promesso stazioni idriche aggiuntive, zone d'ombra e posti medici. I Mondiali 2026 saranno con 48 squadre e 104 partite i più grandi di tutti i tempi – e contemporaneamente un banco di prova per il modo in cui il calcio mondiale affronta il cambiamento climatico. Lo sguardo è già rivolto ai Mondiali 2030, che si terranno tra l'altro in Spagna e Marocco, e al torneo 2034 in Arabia Saudita, dove il problema del caldo potrebbe assumere una dimensione completamente nuova. Se le misure adottate saranno sufficienti si vedrà nell'estate 2026. Una cosa è certa: il caldo diventerà, insieme alla tattica e al talento, un fattore decisivo del torneo.