Rivoluzione Oranje sotto Koeman: come Xavi Simons e Cody Gakpo dovrebbero riportare l'Elftal ai vertici mondiali

Rivoluzione Oranje sotto Koeman: come Xavi Simons e Cody Gakpo dovrebbero riportare l'Elftal ai vertici mondiali

21.05.2026 08:30 Squadre & Giocatori
La nazionale olandese è in missione. Dopo la deludente eliminazione in semifinale agli Europei 2024 contro l'Inghilterra, il commissario tecnico Ronald Koeman ha tracciato una rotta chiara: ringiovanimento, più coraggio in avanti e un'identità tattica che dovrebbe riprendere i grandi tempi del "calcio totale". Al centro di questo nuovo indirizzo stanno due giocatori che dovrebbero caratterizzare il gioco olandese nei prossimi anni – Xavi Simons e Cody Gakpo. Xavi Simons, che dopo il suo periodo di successo in Bundesliga con il RB Lipsia è ormai saldamente affermato a centrocampo del Tottenham Hotspur, è considerato il cuore creativo della nuova Elftal. Il playmaker 22enne combina brillantezza tecnica con un controllo di palla che fa ricordare agli osservatori i migliori giorni di Wesley Sneijder. Koeman lo ha deliberatamente spostato dalla fascia al centro, per far risaltare al massimo la sua visione di gioco e il suo passaggio. "Xavi è il giocatore che può fare la differenza per noi", ha sottolineato recentemente Koeman in una conferenza stampa. Dall'altro lato del gioco offensivo si trova Cody Gakpo, che a Liverpool sotto Arne Slot sta attraversando uno sviluppo intenso. Sebbene il 26enne abbia recentemente dovuto affrontare oscillazioni prestazionali e una forte concorrenza a livello di club, rimane una colonna portante della nazionale. Ha ampliato il suo gioco con movimenti in profondità, intensità nel pressing e capacità di finalizzazione. Nelle qualificazioni per il Mondiale 2026 ha segnato diversi gol importanti e sta assumendo sempre più responsabilità di leadership in una squadra che, dopo il ritiro di veterani come Daley Blind o le prestazioni più deboli di Memphis Depay, cerca nuovi leader. L'approccio tattico di Koeman si basa su un moderno 4-3-3, che può variare in un 4-2-3-1 a seconda dell'avversario. Dietro il duo offensivo Simons/Gakpo, Tijjani Reijnders del Milan dovrebbe dettare i tempi, mentre Frenkie de Jong finalmente assume il ruolo per cui fu celebrato al Barcellona: come metronomo con patente per avanzare. In difesa Koeman continua a contare sui veterani Virgil van Dijk e Stefan de Vrij, integrati da talenti come Jorrel Hato dell'Ajax, la cui ascesa nella scorsa stagione è stata rapida. La preparazione al Mondiale 2026 negli Stati Uniti, Canada e Messico sta procedendo finora in modo promettente. Nelle qualificazioni l'Oranje si è presentata sovrana, anche se Koeman ribadisce ripetutamente che la vera forza della sua squadra sarà visibile solo al torneo. In particolare, la flessibilità tattica contro diversi sistemi di gioco rappresenta un progresso rispetto agli Europei 2024, quando gli olandesi sembravano spesso disorientati quando in svantaggio. Ma ci sono anche sfide. La questione del portiere non è definitivamente risolta dalle prestazioni altalenanti di Bart Verbruggen e nonostante l'esperienza di Mark Flekken, ora al Bayer Leverkusen. Anche la punta centrale – che sia Brian Brobbey, Joshua Zirkzee o un Memphis che torna – rimane un argomento di discussione nei media olandesi. È chiaro: con Simons come regista e Gakpo come esecutore, Koeman ha due giocatori nelle sue file che possono operare a livello mondiale. Se riuscisse a stabilizzare il collettivo attorno a questo asse, l'Oranje potrebbe finalmente attaccare ai vertici ai Mondiali 2026. La finale persa nel 1974 rimane un trauma nazionale – forse è arrivato il momento di spezzare finalmente la maledizione dell'eterno secondo.